Ritenta, sarai più fortunato.

Domani, ritento. Darò il mio esamino in tutta tranquillità, e spero di prendere un buon voto.

Posso farcela, dispongo di un cervello, due mani, e preparazione adeguata.

La pizza del Sabato, stravolta.

Dopo una giornata passata a studiare, dopo gli avvenimenti di una giornata, uno non può  non sedersi a tavola la sera alquanto stanco e non volere una cena che lo soddisfi al cento percento. Ebbene, ero lì quando mio padre mi ha chiesto che pizza volevo; peperoni, come sempre. Io amo i peperoni, il peperone è la mia verdura preferita (niente paura per la mia sessualità che rimane integerrima). Eppure, sento che la Forza si turba, anche se la mia Nerditudo non accenna a farmi notare nulla. Ma Murphy è in agguato.

Andiamo a prendere le pizze, io attendo e pregusto. Con un pochino di ritardo si arriva a casa, ci si siede a tavola, e io guardo il cartone fumante; mi preparo, scoperchio. E la delusione.

Papà m’ha sbagliato la pizza.

[Era un'ottima margherita coi wurstel, ma adesso m'è rimasta la voglia di peperoni e volevo sfogarmi in qualche modo per questa perdita sabatina.]

Sui maledetti spot delle stazioni Trenitalia

Beh, a questo punto, c’è chi l’ha detto e non posso esimermi. A quanto pare non sono l’unico a pensare che le pubblicità (regresso) nelle stazioni ferroviarie siano qualcosa di pressante e ottengano l’effetto opposto a quello che si vuole; ossia, io quando le vedo penso che il prodotto è figo, ma quando sento il jingle per la tremillesima volta, dato che Termini la frequento discretamente e comunque bastano sei minuti nella stazione, penso che non darò mai più i miei soldi per quel prodotto, anzi.

Uno girerebbe la stazione a tappezzare i muri di manifesti: “non comprate il Kinder Cereali” con alla fine un “cazzo” d’ordinanza. Oppure più semplicemente, sradicherebbe il televisore come propone Sybelle, ma non basta. No perchè gli schermi sono lì, e ci lanceresti la gente sopra pur di farli smettere, ma le nostre ingannevoli percezioni non ci rivelano che in realtà il suono è trasmesso da degli infidi altoparlanti disposti in giro sul soffitto.

Maledette pubblicità, scommetto che se uno va ad analizzare a fondo la questione, probabilmente sono queste la causa più frequente di isteria, particolamente nei pendolari.

Ma voglio raccontarvi/mi la mia esperienza più devastante, quella di “Questo piccolo grande amore”, film che ha devastato i cinemi, la pubblicità del quale ha invaso gli schermoni di Termini e altre stazioni per lungo tempo. Ecco, quella è stata la mia esperienza più brutta, così tanto brutta che definirei terribile ogni istante. Perchè quel maledetto ritornello mi ha fatto odiare a morte Baglioni e tutti i suoi dischi, tanto che tornato a casa volevo bruciare i CD che ha mia madre.

Maledetti medley.

Un brivido freddo.

Dannazione, oggi hanno bussato alla porta.

Dannazione, oggi ci hanno sondaggiato.

Dannazione, tra due settimane gli esami.

Pizzata.

E la giornata finisce come è iniziata: un leitmotiv, il mio dolorino alla mascella che torna a farsi vivo; molto probabilmente domani sarà già passato. Si, quel domani in cui io non ho voglia di fare lezione, ma devo.

Giustappunto, la giornata. La giornata è stata proficua; abbiamo approfittato di questa bella Domenica di Gennaio per organizzare una pizzata tra amici friendfeedari e non, romani. Infine eravamo io, il sempre mitico Darko, Nicola, Leonardo, il Koala, e il buon Piros che ci ha deliziati con la sua compagnia accettando pure (elamadò) se gliel’abbiamo chiesto all’ultimo momento.

Gli spunti di discussione sono stati molti, dagli studi sui font di Nicola (haha, credevi che non ti sputtanassi amico mio eh? :D ), alla programmazione su piattaforma Arduino, al mio (ehm) hackintosh nuovo, senza tralasciare temi importantissimi come le passioni umane e, ebbene si, il divario di costo dell’iPhone dall’America all’Italia. :mrgreen:

Il nostro piccolo meeting è stato dunque splendido, soprattutto date le esilaranti gag per connettermi con il dannato cellulare del Koala che non ne voleva sapere di agire come modem mobile sotto OSX, tantomeno sotto Linux. Alla fine la soluzione è stata posizionarsi sotto un edificio e scroccare, ahinoi (ma manco tanto ahi), una connessione open di un povero cristiano che ci ha fatto, inconsciamente, questo favore.

Drogati? Probabile. Siamo affamati di connettività. Perlomeno, io lo sono.

L’unico appunto che posso fare è alle pizze. Dannato Baffetto, abbiamo ordinato le nostre pizze, e ci sono stati lati negativi e positivi. Iniziamo dal positivo: hanno sbagliato pizza a Piros e la marinara che hanno portato per sbaglio ce l’hanno regalata, omaggio della casa, era anche discreta, ma… passiamo al punto di criticità di quella dannata pizzeria. Non so chi si sia inventato pareri positivi. Il locale è ottimo e la pizza è da sei e mezzo, ma io ho ordinato una margherita coi peperoni. Mi è arrivata una margherita con quattro strisce microscopiche sopra di ignota origine; penso che fossero quelli che loro chiamano peperoni, anche se a me parevano più molecole di peperoni :D

Scartabellando nella mia pizza ai peperoni-non-peperoni mi è poi capitato un pezzetto d’aglio. Cosa che si è tristemente ripetuta con la marinara regalataci (o meglio regalata a Piros ma se la semo smezzata).

Ora. Che cazzo. L’aglio sulla pizza, che c’entra? Come se io andassi ad un concerto di musica classica e mi mettessi a suonare il Moog.

L’aglio. Bah. Boh. Aglio.

E pork… -.-

Figata, la mattina, quando ti svegli, vai a pubblicare un post figo che hai scritto, e ti da Forbidden.

God bless drag ‘n drop.

Tempo.

Ecco, discutevo, ed è affiorata la questione tempo.

Ricordi, tanti ricordi. E un anno ti sembra un battito di ciglia come pure un lasso interminabile di attimi uno dopo l’altro, che si susseguono, una catena di infiniti, in cui tu passi da un infinito all’altro senza accorgertene. Molto duro, combattere contro il tempo. Ti anticipa sempre, sa le tue mosse, sfrutta la tua debolezza più grande: la memoria.

Sembra sempre che magari tre anni non siano nulla, invece ne è passata di acqua sotto i ponti, sono successe così tante cose che non basta un secondo per evento per stare entro il limite di ventiquattro ore. E allora ti viene quasi da piangere, perchè magari ti viene paura del futuro. Come saltare giù da un baratro su un materasso: sai che ci sarà il materasso, ma la paura del vuoto rimane, la paura di sentire il tuo corpo in balia della gravità, impotente.

Il tempo ti fa sentire impotente, è come l’acqua. Per quanto tu possa sforzarti, non potrai mai trattenere l’acqua. Potrai solo darle forma, tenerla con le mani a coppa. Ma prima o poi ti frega e scappa.

Protetto: Rancore.

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Predicozzi da ’sti cazzi

Mamma: Ultimamente dormi troppo poco.

La cosa bella è che ha ragione.

La cosa ancora più bella è che non me ne frega nulla.

:mrgreen:

Stage… ovviamente non pagato :D

Quando ti si chiede di fare degli stage presso qualche azienda, ma poi ci ragioni un attimo.

Bl@ster: Ma ora che ci penso… lo stage non è retribuito vero?
Dyoniso: Hahahahahaha… no.
Bl@ster: Bellissima :’D