Gli Angeli della Notte – 02 – Jonas
Posted On 13 gennaio 2009 at 21:40 in Gli Angeli della Notte
Capitolo due del mio nuovo libro
Ovviamente da leggere
Il vampiro sorrise. Forse aveva pensato di sconfiggere facilmente quell’uomo di cui pareva conoscere il ruolo in quell’orrorifica scena, e di dissanguare a dovere le sue prede; oppure poteva aver pensato di rischiare il tutto per tutto.
Così aprì la bocca, e parlò.
«Finalmente siete riusciti a scoprirmi. Speravo, si, lo ammetto, di passarla liscia per tutti gli efferati delitti consumatisi in questo quartiere; in realtà l’unico motivo che mi ha spinto ad uccidere degli umani è stata solo la poca soddisfazione causata dal mio cibarmi del sangue dei Mannari.»Gabe ebbe un sussulto. Mannari? Credeva che l’udito gli stesse giocando brutti scherzi.
Il salvatore dei due ragazzi fece qualche passo in direzione del suo avversario.
«E così, non contento delle tue misere prede tra i Mannari, hai cominciato a saziarti di umani. È dolce il loro sangue, vero? Oh si, dolce come il miele… ma il prezzo da pagare è alto. Pagherai con la vita i tuoi ventisei pasti. I quali, mi spiace per te, ma non diverranno mai ventotto.»Gabe a questo punto era sicuro di aver sentito bene. I Mannari. La sua mente corse ai famigerati uomini che nelle notti di luna piena diventavano simili a lupi; pensò dunque che dopo i vampiri, non mancava altro nella sua vita che i lupi mannari.
Nel frattempo Mike si era tirato, lentamente, su; si sedette, e fece cenno a Gabe di stare a guardare cosa accadeva tra i due contendenti.
I due si squadravano, camminando in cerchio, guardandosi negli occhi, mentre preparavano ciascuno un attacco verso l’altro, e nel frattempo fantasticavano su come l’avversario avrebbe potuto reagire, attaccare, schivare.Successe tutto d’improvviso: il vampiro che saltava, il misterioso salvatore che si ritraeva, la bestia in forma d’uomo atterrare, i colpi sferrati con ferocia.
Gabe non riusciva a credere a quello a cui stava assistendo; credeva che uomini capaci di maneggiare una spada con tale destrezza fossero scomparsi dopo il medioevo. Mentre i due combattevano, Mike si alzò e, arrivato sul ciglio della strada, prese un sasso abbastanza grande; si avvicinò poi a Gabe, e lo aiutò ad alzarsi. Successivamente parlò: «Possiamo aiutare il tizio, con questo.»
Gabe lo guardò leggermente perplesso; poi prese il sasso. Successivamente si voltò verso la lotta, e mentre l’uomo spediva la bestia ormai dominata dall’istinto a terra, lui scagliò il sasso all’indirizzo della sua testa.
«Non scorderò mai che lanci facevi qualche anno fa a baseball» disse Mike, mentre il sangue scorreva a terra, allagando di un mare rosso tutta l’area circostante. Zampilli scarturivano dal cranio del vampiro, ormai morto, e quando l’uomo, ancora vivo e illeso, ebbe ripreso fiato, girò il volto verso i due ragazzi, e si diresse verso di loro.«Grazie, è raro trovare due persone con questa presenza di spirito. Ce l’avrei fatta da solo in ogni caso, ma in questi casi, meno tempo si impiega, e meglio è sia per la riuscita della missione che per chi abita nella zona. Come vi chiamate?»
«Gabriel.»
«Michael.»
I ragazzi dissero i loro nomi quasi in contemporanea, ma l’uomo parve capirli lo stesso; infatti rispose quasi immediatamente: «E sapete chi o cosa sono io?»
I ragazzi furono disorientati da questa domanda. Gabe tentò timidamente: «Un cacciatore di vampiri?»
L’uomo lo guardò perplesso: «I cacciatori? Quelli non esistono più da secoli!» Rise, dopodichè continuò «Io sono un poliziotto.»Mike balbettò: «Cioè, sei un poliziotto? Del tipo, uscite fuori in nome della legge? O alla “Die Hard”?»
L’uomo rise di gusto. Lo divertiva, vedere le facce di quei due ragazzi che lo guardavano come se fosse un alieno. Anche se effettivamente è abbastanza raro vedere un uomo armato di spada e sporco di sangue che parla come se nulla fosse ad un’ora tardissima.
«No, no, quale Die Hard. Ci chiamano gli Angeli.»Gabe guardò l’uomo perplesso, poi parlò: «Quindi, la polizia manda degli agenti armati di spada in giro per la città ad ammazzare i vampiri? E cos’è questa storia dei lupi mannari?»
L’uomo sorrise, e mise una mano sulla spalla di Gabe: «Tutto ti verrà svelato a tempo debito, mio caro Gabriel.» Dopodichè fu il turno di Mike, che chiese: «Ma, prima di tutto, si può sapere come ti chiami?»
«Mi chiamo Jonas.»