Archive for the ‘Linux’ Category

Smile

[22:00:31] Sara: sono arci contenta di essere passata a linux

Aoh, sò soddisfazioni.

I nuovi DEV lavorano…


A quanto pare in ArchLinux i nuovi arrivati si danno da fare. Si sta riprendendo mano mano quella caratteristica che da qualche tempo si era persa, ovvero il bleeding-edge.

Forza Arch ;)

Noia, ma non troppo :P

Uff, la mia Galadriel è via per tutto il giorno… ma è da ieri sera che progetto di reinstallare Arch sul povero e sottoutilizzato hard drive da 40GB.

Ormai ho quasi completato l’opera, la maggior parte delle cose sono a posto, anzi… se avessi tutti i file della home sull’altro hard disk, sarei a posto veramente :D

Purtroppo ci metterò ancora un altro po’, ma il più è fatto, e ho superato anche l’ultimo scoglio, ovvero far funzionare le maledette notifiche di Emesene su Arch: sembra che si debba installare notification-daemon, anche se non è specificato nelle dipendenze :|

Penso che questo lo scriverò sulla Bl@ster’s Home, per evitare sviste da parte di altri utenti.

E intanto Pacman macina pacchetti…

Linux Cafè Community

Coming Soon…

Il fumo uccide?

Non credo sia proprio il fumo. Guardate quì.

Rivoluzionario per caso: come ho creato Linux (solo per divertirmi)

Ho comprato l’altro ieri questo libro, che mi ha completamente stupito!!! Consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono sapere un po’ più in profondità come si diventa da un giorno all’altro degli dei del pc osannati in ogni parte del mondo. Riporto la trama:

«Sono convinto che l’informatica abbia molto in comune con la fisica. Entrambe si occupano di come funziona il mondo a un livello abbastanza fondamentale. La differenza, naturalmente, è che mentre in fisica devi capire come è fatto il mondo, in informatica sei tu a crearlo. Dentro i confini del computer, sei tu il creatore. Controlli – almeno potenzialmente – tutto ciò che vi succede. Se sei abbastanza bravo, puoi essere un dio. Su piccola scala».

Finlandia, primi anni Novanta. Un giovane studente dell’Università di Helsinki alle prese con il suo nuovo computer si lancia – un po’ per sfida un po’ per gioco un po’ per caso – nella creazione di un nuovo sistema operativo. Non è un’impresa facile: il sistema operativo è il programma che sta sotto tutti gli altri programmi e mette in comunicazione il «cuore» della macchina (il microprocessore) con le varie periferiche.
Dieci anni dopo Linux, il sistema operativo creato da Linus Torvalds e migliorato grazie a un gigantesco sforzo collettivo, viene utilizzato in tutti i continenti (Antartide compresa) e nelle basi spaziali della NASA, gestisce la maggior parte dei server che diffondono Internet e costituisce la più seria minaccia allo strapotere della Microsoft. Per capire tutta la portata di questo autentico miracolo, bisogna ricordare che Linux è un programma open source: cioè gratuito e liberamente accessibile, ed è il frutto dei miglioramenti escogitati (gratuitamente) in questi anni da migliaia di programmatori in tutto il mondo.
Linus Torvalds – un ragazzo come mille altri, ma con più di un pizzico di genio – è dunque il protagonista e l’artefice di un’autentica rivoluzione: non solo per il successo di Linux, ormai adottato da molti colossi dell’industria a cominciare da IBM, ma anche per il modo in cui è stato raggiunto, senza rinunciare agli ideali altruistici degli inizi.
In Rivoluzionario per caso è lo stesso Linus Torvalds, il «benevolo dittatore» che gode della fiducia dell’intera comunità Linux a raccontare la nascita e lo sviluppo di Linux: le intuizioni e il duro lavoro degli inizi, le polemiche e gli slanci collettivi, il boom e la fama, sempre narrati con una contagiosa autoironia – quella che gli permette di dirci cose importanti (compresa la sua teoria sul senso della vita) ma sempre con il sorriso sulle labbra.


C’è parecchia filosofia dietro il libro, e la cosa che colpisce subito è che in effetti si parla si di informatica, ma a livelli superiori, dove non si discute più di codice, ma di complicazioni etiche, utenti, problemi iniziali, sconfitte, vittorie, e, ovviamente, di soldi.
Leggendo questo libro si può arrivare a capire l’essenza del codice, che non sono più gli 1 e 0, ma a questo punto diventa il cuore e il coraggio di migliaia di programmatori che si sono sbattuti per arrivare a dei risultati concreti.

Sembra strano…

Problema dovuto probabilmente ad un bug del pacchetto vino. Che bello usare Sid, da sempre tantissime soddisfazioni…

Hihi :D

Momenti di vita

Non è bellissima?

OpenChrome

Non capisco perchè in Arch OpenChrome vada che è una bellezza, mentre su Debian debba fare tutte le storie del mondo per andare decentemente. E parliamo del trunk SVN, mica del tarball!!!

Mah, sarà, però in questo periodo sto preferendo fortemente Arch a Debian. Pacman gestisce le dipendenze in maniera sopraffina, mentre APT per installare VLC su Debian SID fa un casino terribile e manda tutto in cavalleria… inoltre installando totem-xine, totem-gstreamer rimane mentre Arch chiede “Lo levo?” Rispondo di si, e totem-xine si va a  sostituire gentilmente a gstreamer permettendomi di vedere tutto benissimo senza riconfigurazioni spinte. Per non parlare poi di APT-Build, alcune volte veramente inutilizzabile… sono sempre più indeciso su cosa mettere su definitivamente. Penso che rimarrò fedele a tutte e due. Debian è pur sempre Debian.